50 anni di terremoto
Le scosse che hanno trasformato il Friuli
Il Friuli è riuscito a passare alla Storia per la sua rinascita, più che per il suo crollo: la ricostruzione, guidata da una grande volontà delle comunità locali e supportata dallo Stato e da tanti sostenitori da tutto il mondo, rappresenta ancora oggi un esempio mirabile di collaborazione e organizzazione che ha condotto a innovazioni sistemiche tuttora resistenti.
Descrizione
Sono trascorsi cinquant’anni dalle scosse di magnitudo 6.4 della scala Richter che il 6 maggio 1976 misero in ginocchio il Friuli, seguite dalle scosse del 15 settembre dello stesso anno, altrettanto intense. In un minuto andarono distrutte case, chiese, fabbriche, infrastrutture, monumenti e opere d’arte; le vittime furono 990, 2.500 i feriti e oltre 60.000 gli sfollati.
Eppure, nonostante tutto questo, il Friuli è riuscito a passare alla Storia per la sua rinascita, più che per il suo crollo: la ricostruzione, guidata da una grande volontà delle comunità locali e supportata dallo Stato e da tanti sostenitori da tutto il mondo, rappresenta ancora oggi un esempio mirabile di collaborazione e organizzazione che ha condotto a innovazioni sistemiche tuttora resistenti.
Con i contributi di: Massimiliano Fedriga (prefazione), Luca Ciriani (introduzione), Gianfranco Ellero, Giusi Vianello, Giuseppe Mariuz Rodolfo Rizzi, Franceschino Barazzutti, Giulio Colomba, Roberto Revelant, Sandro Fabbro, Gianfranco Beraldo, Piero Giovanni Gnesutta, Marco Del Fabbro, Guglielmo Berlasso, Giovanni Miu, Guglielmo Pitzalis, monsignor Angelo Zanello, Igor Londero, Enos Costantini, Giorgio Dri, Giuseppe Ragogna, Mario Robiony, Gianpaolo Carbonetto, Giuseppe Bergamini, Rossella Fabiani, Pier Carlo Begotti, Carla Barnaba, Stefano Grimaz, Salvatore Botta

















